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[Divx-Avi]ITALIA-GERMANIA 3-1 Mondiali di spagna 82[colombo-bt org]
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Il XII Campionato del Mondo di calcio, in programma in Spagna dal 13 giugno all’11 luglio 1982, dal punto di vista della qualità del gioco espresso e del livello dei suoi protagonisti, nonché del numero di Nazionali di vertice presenti, fu probabilmente il torneo calcistico che mise in scena il miglior mix tra tecnica e spettacolo mai espressi fino ad allora, e forse anche dopo.
Uno dei fattori che contribuirono senza dubbio a creare questa felice combinazione fu l’allargamento a 24 delle squadre partecipanti alla fase finale; soluzione che, seppure discutibile sul piano organizzativo e illogica sul piano pratico (adottata pure nelle successive edizioni di Mexico ’86, Italia ’90 e USA ’94, presentava il paradosso di giocare 36 partite di girone per eliminare solo otto squadre, essendo previsto il ripescaggio delle migliori terze, sebbene nello specifico l’edizione in esame prevedesse solo 12 qualificate alla seconda fase), permise tuttavia a ben quattordici squadre europee, tra cui tutte quelle di vertice al momento, di partecipare al torneo, cosa che, con la vecchia formula a sedici squadre, era di fatto impedita dalla limitazione per continente.
Anzi, l’edizione spagnola del Campionato del Mondo si segnala tuttora per essere stata la prima a ospitare tutti e cinque i continenti. Oltre alle quattordici squadre europee (Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania Ovest, Inghilterra, Irlanda del Nord, Italia, Jugoslavia, Polonia, Scozia, Spagna, Ungheria e URSS), ai nastri di partenza si allinearono anche due africane (Algeria e Camerun, che curiosamente toccarono in sorte alle quelle che sarebbero divenute le due finaliste del torneo), quattro sudamericane (oltre alla campione uscente Argentina, il sempre presente Brasile, il redivivo Cile, assente da varie edizioni, e il Perù, da qualche edizione ospite fisso del Mondiale), due centro-americane (le sorprese El Salvador e Honduras), un’asiatica (il pittoresco Kuwait, per motivi che vedremo più avanti) e, per la seconda volta, un’oceanica (la Nuova Zelanda, al suo debutto assoluto, che nel dicembre 1981 aveva vinto lo spareggio di qualificazione contro la seconda classificata della zona asiatica, la Cina).
La Spagna venne scelta nel 1977 dalla FIFA come sede del torneo, per venire incontro al desiderio di un Paese che voleva lasciarsi alle spalle la triste esperienza di quarant’anni di franchismo (il Caudillo era morto nel 1975 e la Spagna era tornata alla democrazia, sotto la guida del re Juan Carlos di Borbone, fino ad allora in esilio, e desideroso, una volta tornato sul trono, di far riguadagnare al suo Paese il tempo perduto durante la dittatura).
Il clima politico in cui si svolsero quei Campionati era abbastanza disteso, nonostante un tentativo di colpo di Stato perpetrato dal colonnello Tejero circa un anno prima, tentativo abortito sul nascere e che provocò l’ilarità della stampa britannica circa la proverbiale inaffidabilità dei Paesi latini. A riscaldare maggiormente il clima era, semmai, il recente stato d’assedio (dicembre 1981) proclamato da Jaruzelski in Polonia per evitare l’invasione sovietica e soprattutto il fresco (aprile 1982) conflitto tra inglesi e argentini a causa delle Isole Falkland che, nato per iniziativa della dittatura sudamericana in declino, vide compattare intorno alle due contendenti il rispettivo orgoglio nazionale e fu vissuto dagli argentini come un’umiliazione vista la sconfitta militare, che stava per condurre a una rottura dei rapporti diplomatici tra i due Paesi e al boicottaggio del Campionato del Mondo. Il buon senso ebbe la meglio e - almeno per una volta - lo sport poté essere tenuto fuori dalle questioni politiche.